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  ActaLauris 

Numero 4. Anno 2018. Barbara Sparti (1932-2013): tradizione, memoria, eredità 
ISSN: 2255-2820

In memoriam


 

Indice 

Lettera della Direttrice scientifica

«L'EREDITÀ DI BARBARA SPARTI E IL CONFLITTO GENERAZIONALE» (pp. 3-7)
Cecilia NOCILLI

 

Studi

«IL TEATRO DELL'HONORE "ALL'ITALIANA", "ALLA FRANCESE", "ALLA SPAGNOLA". I BALLI DEI CONVITTORI DEL COLLEGIO DEI NOBILIDI PARMA TRA IL 1670 E IL 1674» (pp. 9-77)

Gloria GIORDANO

Gli studi coreologici non sono mai rimasti indifferenti alla questione della presenza del ballo nelle attività didattiche e teatrali dei gesuiti. L'analisi degli opuscoli del Teatro dell'Honore, certami organizzati a conclusione dell'anno scolastico presso il Collegio dei Nobili di Parma, offre molti spunti di riflessione sulla didattica, la metodologia, la tecnica, gli stili, ma anche sulle consuetudini in termini di esecuzione e interpretazione degli stili canonici. Nell'arco cronologico preso in esame (1670-1694), il tema va molto oltre la questione della convivenza, sul territorio italico, degli stili coreografici italiano, francese e spagnolo, o della funzione del ballo nella formazione del nobile per il suo ingresso in società. Il Teatro dell'Honore offre ulteriori apporti alle nostre attuali conoscenze della danza dell'epoca, maturate finora per lo più sui trattati dei maestri di ballo.

Parole chiave: Il Teatro dell'Honore, Collegio dei Nobili, Parma, Gesuiti, Danza tra XVII e XVIII secolo. 

Choreological studies have never remained indifferent to the question of the presence of dance in Jesuit educational and theatrical activities. The analysis of the booklets of the Teatro dell'Honore, certami organized at the end of the school year at the College of Nobles in Parma, offers many points for reflection on didactics, methodology, technique, styles, but also on customs in terms of execution and interpretation of canonical styles. In the chronological period examined (1670-1694), the theme goes far beyond the question of the cohabitation, on the Italian territory, of the Italian, French and Spanish choreographic styles, or of the function of the dance in the formation of the noble for his entry into society. Il Teatro dell'Honore offers further contributions to our current knowledge of the dance of the time, matured so far mostly on the treatises of dance masters. 

Key wordsIl Teatro dell'Honore, College of Nobles, Parma, Jesuits, Seventeenth and Eighteenth Century Dance.

  

«RECRUTING A VIRTUOSO SINGER IN EARLY SEVENTEENTH CENTURY ITALY: ADRIANA BASILE, "LA SIRENA DI POSILLIPO"» (pp. 78-103)

Kathryn BOSI

The article concerns one of most renowned women performers of the early Italian Baroque: the star of the musical establishment of the Gonzaga family from 1610 until 1624: Adriana Basile, «la Sirena di Posillipo». Adriana is employed at Naples when word of her extraordinary abilities as singer and harpist reaches the ears of Duke Vincenzo Gonzaga of Mantua. Vincenzo I, who maintained a fine musical establishment at his court, wished to employ her, and after prolongued and difficult negotiations, involving also Vincenzo's son, Cardinal Ferdinando Gonzaga in Rome, Adriana at last agrees to come to Mantua and enter the service of the Gonzaga. The article offers an epistolary account of Adriana's recruitment, her voyage north with brief residences in Rome and Florence, and her brilliant early career at Mantua, recounted through archival documents transcribed by the historian Alessandro Ademollo, supplemented by documents from the Gonzaga archives transcribed by the present writer and other scholars. These documents, translated here for the use of English readers, offer a unique picture of the recruitment of a famed musician by one of the most brilliant Italian courts.

Key words: Adriana Basile, Duke Vincenzo Gonzaga I, Cardinal Ferdinando Gongaga, Baroque musicians, Recruitment of Baroque musicians.

 

«FORTUNA DESPERATA "IN THE CITY": BASSEDANZE E PERFORMANCE ART A NEW YORK, PENSANDO A BARBARA SPARTI» (pp. 104-118)

Deda Cristina COLONNA

Dopo un rapido sguardo alla danza antica intesa come forma spettacolare contemporanea, si inquadra Barbara Sparti come fondatrice di un modello di spettacolo condiviso in seguito anche da altri coreografi e si definisce l'uso del corpo come uno degli strumenti dell'indagine storica della Sparti stessa; si osservano inoltre le criticità legate all'esecuzione del repertorio antico di fronte al pubblico contemporaneo. Osservate le modalità della performance art, si descrive l'itinerario percorso dall'autrice per rispondere all'invito ricevuto dall'artista Francesco Vezzoli, di coreografare per il celebre ballerino David Hallberg la serata inaugurale della biennale Performa, a New York nel 2015. Individuo la dimensione della performance art come possibile momento di conciliazione tra le necessità della filologia ed i problemi legati alla spettacolarizzazione del repertorio coreutico antico.

Parole chiave: Danza rinascimentale, Performance art, David Hallberg, Francesco Vezzoli, Performa 2015.

After a quick look at early dance as a spectacular contemporary form, Barbara Sparti is identified as the founder of a pattern, later shared by other choreographers, and the use of the body is described as one of the tools of historical investigation for Sparti herself; also, critical issues related to the performance of the early dance repertoire for the contemporary public are observed. After describing the forms of performance art, the author explores the itinerary she took in order to respond to the invitation received by the artist Francesco Vezzoli, to choreograph for the famous dancer David Hallberg the inaugural evening of the Performa biennial, in New York in 2015. I identify the dimension of performance art as a possible reconciliation between the needs of philology and the problems linked to the spectacularization of the early dance repertoire.

Key words: Renaissance Dance, Performance art, David Hallberg, Francesco Vezzoli, Performa 2015.

 

«UN COLLOQUIO ININTERROTTO E UN'ISPIRAZIONE PREZIOSA: BARBARA SPARTI, IL "SALTARELLO" E LA "CANZONE A BALLO" TRA COLTO E POPOLARE» (pp. 119-139)

Ornella DI TONDO

Il saggio intende porre in luce, in chiave autobiografica, l'importanza di Barbara Sparti nella ricerca degli intrecci tra mondo colto e tradizionale, in particolare in relazione alle danze oggi ancora vive, ma pure utilizzate nei secoli passati da quei maestri di danza, coreografi e musicisti che hanno lasciato traccia in trattati e manuali di danza, in notazioni coreografiche e musicali. Come esemplificazione della rilevanza di tale approccio, si analizzano il saltarello e la canzone a ballo. Si mette in evidenza anche il contatto di Barbara Sparti con studiosi di Etnocoreologia e col mondo delle danze tradizionali per quanto riguarda l‘improvvisazione, lo stile, l'ornamentazione nella performance delle danze antiche. Viene altresì affrontato il problema dell'oralità insita nei trattati di danza aulici da Barbara messa in luce in più di una occasione..

Parole chiave: Tradizione, Ricostruzione, Trattati di danza, Tradizione e trasmissione orale, Improvvisazione, Canzone a ballo, Ballata, Saltarello.

The study covers, in an autobiographical key, the relevance of Barbara Sparti's research concerning the relations among courtly and traditional dance, and the importance of this approach for the author's studies. The focus is put on some traditional dances yet performed today but also used in the past by the dance masters, choreographer and musicians, and present in dance manuals, dance notation and music notation, like saltarello and canzone a ballo. Other topics concern the Barbara's interest about ornamentation, improvisation, variation and virtuosity in the performance of social dance of the Italian Renaissance, and the problem of the oral tradition and transmission in the dance manuals.

Key words: Tradition, Reconstruction, Dance manuals, Oral tradition and transmission, Improvisation, Canzone a ballo, Ballata, Saltarello.

 

«LA DANZA STORICA NON È STORICA: PROFILO DI UNA DECOSTRUZIONE» (pp. 140-152)

Cecilia NOCILLI

Il presente saggio evidenzia l'immaginario collettivo formatosi attorno a quell'ambito del fenomeno coreico definito, forse erroneamente, danza "storica". Si analizzerà il gesto nella odierna cinematografia a confronto con l'iconografia di danza dei secoli XV al XVII, in un tentativo di approssimazione alla cosidetta danza antica, vale a dire, medioevale, rinascimentale e barocca. Si tenterà di dare risposta ad alcuni quesiti posti dalla sua prassi coreica contemporanea: perché la danza storica è così definita rispetto ad altre arti o periodi che non portano questa etichetta? Dove si fermano i concetti di early music o early dance? Questi ed altri interrogativi saranno al centro dell'intervento che vuole scandagliare alcune definizioni entrate nell'uso, nella teoria e nella pratica e accettate come vere, ma che richiedono una rivisitazione e un ripensamento cosciente alla luce delle più recenti indagini coreologiche su questo periodo della danza.

Parole chiave: Early Dance, Early Music, Ricostruzione, Jacque Derrida, Decostruzione.

The aim of this paper is to cast light on the collective imagination built up around what is perhaps mistakenly defined as "historical" dancing. It will analyse gesture on the modern screen and compare it to dance iconography from the fifteenth to the seventeenth century. An attempt will also be made to provide answers to several questions posed by contemporary dance practice: Why has historical dancing been so defined, as compared to other arts or eras to which this label has not been given? What are the limits placed on the concepts of early music" or early dance? These and other questions will be the focus of this paper, probing some of the definitions now used in both theory and practice and accepted as true, but needing to be consciously re-examined and reconsidered in the light of the most recent choreological research on this period of the dance.

Key Words: Early Dance, Early Music, Riconstruction, Jacque Derrida, Deconstruction.

 

Rassegna

«PER UNA STORIOGRAFIA DELLA DANZA ANTICA» (pp. 154-159)
Cecilia NOCILLI

 

Norme per l'invio degli originali (in spagnolo)

ActaLauris n. 4